domenica 30 settembre 2012

I giochi di Windows 8 si chiameranno Xbox games, continua l'integrazione con la console

Uno screenshot che parla da se


Were you among those who jumped for joy when Windows Explorergot its new moniker? Good news, nomenclature fans, for Redmond has decided to label its new OS' built-in games and titles obtained from the Windows Store as "Xbox Windows." Along with the new branding, venerable Windows titles like Minesweeper, Solitaire and Mahjong will also offer Xbox Achievements, so you can bulk up your Gamerscore while wasting time at work. Full details of the achievement and point totals can be found at the source links below.

SOURCE

endgadget.com

martedì 25 settembre 2012

Tastiera nfc migliora la produttività, ma con batteria inamovibile: a chi serve?



NFC is used primarily for enjoyable activities, like buying thingssharing content and making QR codes feel old. But Japanese company Elecom is looking to change all that with a compact keyboard that exploits NFC for productivity. The silicon menace requires a companion app and is compatible with Android phones running Gingerbread (2.3.4) and up. If the bundled case had you sold on the peripheral, you may want to reconsider. The retail price is a sizeable 18,690 yen (approximately $240), and what's worse, the battery is neither rechargeable nor replaceable, so you'll have to bin it after the stated six months to a year 18 months (eight hours a day) of life. Still interested? Then head over the break for a video demo from Norwegian co-development company one2TOUCH.

lunedì 24 settembre 2012

Silice ecocompatibile ad opera di ricercatori dell' Università del Salento.

Una spugna marina


La silice, o biossido di silicio, è un minerale estremamente abbondante in natura, fondamentale per la produzione di fibre ottiche e diversi tipi dispositivi elettronici. E ora è disponibile anche in versione green. Un gruppo di ricercatori dell'Istituto di nanoscienze del CNR (Nano-Cnr) ha infatti messo a punto un nuovo metodo per la produzione industriale di questo materiale, che si ispira a quello utilizzato nel mondo animale dalle spugne marine. Lo studio, realizzato in collaborazione con l'Università tedesca di Mainz, è stato pubblicato su Nature Scientific Reports.

I metodi convenzionali per la produzione di silice impiegano temperature elevate e soluzioni caustiche, risultando estremamente costosi e inquinanti. I ricercatori del Nano-Cnr hanno invece cercato una soluzione alternativa, che fosse più ecocompatibile. “In natura esistono diversi organismi in grado di sintetizzare la silice”, ha spiegato Dario Pisignano del Nano-Cnr, coordinatore della ricerca: “Molti tipi dispugne di mare, per esempio, impiegano una proteina, la silicateina, per innescare la sintesi di silice e guidarne la crescita in strutture ordinate che diventano l’impalcatura del loro scheletro”.

Lavorando nei laboratori Nnl dell'Università del Salento, il team di ricercatori, di cui fanno parte Alessandro Polini, Stefano Pagliara e Andrea Camposeo, è riuscito a copiare il meccanismo biologico utilizzato dalle spugne, realizzando un processo estremamente ecocompatibile, che permette di guidare e controllare la crescita dellasilice secondo geometrie stabilite a priori.

“Utilizzando una variante sintetica della silicateina e tecniche litografiche, abbiamo guidato la crescita di silice in geometrie controllate. Le microfibre artificiali ottenute sono analoghe alla struttura microscopica dello scheletro di una spugna naturale”, spiega ancora Pisignano: “Strutture di questo tipo potrebbero essere integrate come guide ottiche per la luce in micro-dispositivi portatili, i cosiddetti lab-on-a-chip , dove è necessario trasportare segnali luminosi per distanze molto ridotte con estrema precisione.”

Già in fase di brevettazione, il metodo scoperto dai ricercatori del Nano-Cnr potrebbe trovare applicazione anche nella produzione di dispositivi elettronici, come transistor e circuiti integrati, dispositivi medici e come materiale isolante per l'elettronica. “I prossimi passi saranno rivolti a controllarne meglio la crescita, per realizzare nuove geometrie e a ottimizzare le caratteristiche ottiche ed elettroniche della biosilicesintetica” ha concluso Pisignano.


galileonet.it

sabato 22 settembre 2012

Cassazione, nessun obbligo di iscrizione per blog e siti web

La Cassazione ha chiuso definitivamente il caso del blogger Carlo Ruta: i blog e i siti web non sono obbligati all'iscrizione nel registro delle testate giornalistiche. La legge fa riferimento solo alle attività di riproduzione tipografica.











I blog e i siti amatoriali non sono obbligati a registrarsi come testate editoriali. La conferma è giunta da una recente sentenza della Cassazione che si è espressa definitivamente sul caso di Carlo Ruta, un blogger siciliano che da sei anni combatte per la libera informazione. È stato condannato in primo e secondo grado del reato di stampa clandestina, ma la Cassazione ha azzerato tutto.

"[...] ai sensi dell’art. 1, L. 47/1948 (disposizioni sulla stampa) sono considerati stampe o stampati tutte le riproduzioni tipografiche o comunque ottenute con mezzi meccanici o fisici, in qualsiasi modo destinati alla pubblicazione [...] dall'esame di detta disposizione si evince che – ai fini della sussistenza in senso giuridico del prodotto stampa – necessitano due condizioni: a)un'attività di riproduzione tipografica, b) la destinazione alla pubblicazione del risultato di tale attività", hanno sottolineato i giudici nella sentenza", hanno ricordato i giudici.

Ecco quindi decadere ogni accusa e sentenza: un giornale telematico è escluso dagli obblighi di registrazione poiché non rientra nelle condizioni previste dalla legge. E se si tira in ballo la successiva modifica della disciplina sull'editoria, approvata nel 2001, la sostanza non cambia perché la registrazione dei giornali online è dovuta solo "per ragioni amministrative ed esclusivamente ai fini della possibilità di usufruire delle provvidenze economiche previste per l'editoria".

Questione chiusa? "Ni", direbbero gli esperti in materia. L'avvocato IT Guido Scorza, sul Fatto Quotidiano, ha ricordato che l'ultimissima modifica alla legge - il 16 luglio - ha previsto anche un parametro finanziario. In pratica l'iscrizione è obbligatoria anche per le testate la cui attività editoriale supera i 100mila euro di ricavo annuo.

Insomma, la Cassazione potrebbe essere chiamata a esprimersi nuovamente sull'argomento.

tomshw.it

venerdì 21 settembre 2012

Il peso di Facebook sulle votazioni

Barak Obama si ri-candidato alle prossime presidenziali


La guerra intentata dal social network ai falsi like promette di sgonfiare le pagine delle aziende dei mi piace fasulli, con rischio di perdere, a catena, anche quelli veri. 

Ma il contagio su Facebook può essere anche più diretto. Se infatti di mezzo c’è l'ascendente dei propri amici, allora il social network può fare moltissimo, come portare 340mila statunitensi alle urne grazie a un semplice post. Lo rivela uno studio dell’équipe di James Fowler, politologo presso la University of California di San Diego, che si è guadagnato la copertina di Nature. Un’analisi che non passa certo inosservata alla vigilia delle elezioni presidenziali Usa, con lo scontro tra Obama e Romney alle porte. 

Nel 2010, il team californiano ha misurato il potere di mobilitazione di Facebook mostrando o meno un messaggio sulla homepage del social network in occasione del giorno delle elezioni di metà mandato. In particolare, per valutare l’affluenza alle urne, Fowler e il suo team hanno studiato un campione di utenti (61 milioni) a cui il social network aveva riservato diverse versioni di un post. Nella maggior parte dei casi (a circa 60 milioni di utenti) il messaggio social mostrato conteneva l’invito a votare, una lista dei seggi locali e un pulsante   “I Voted”' per confermare la propria presenza alle urne. Inoltre, sotto l’invito erano visualizzate le foto di alcuni amici votantie il numero totale di utenti aderenti all’iniziativa. Un altro gruppo di 600mila utenti invece aveva ricevuto un messaggio anonimo di invito al voto senza l’aggiunta di foto degli amici, e altri 600mila non avevano ricevuto alcun messaggio. 

Secondo le previsioni, gli utenti raggiunti dal messaggio accompagnato dalle foto di amici votanti si sono rivelati più propensi a recarsi alle urne rispetto a tutti gli altri. Lo dimostrano chiaramente i dati raccolti incrociando i registri elettorali disponibili pubblicamente con i risultati della campagna di Facebook: il tasso di partecipazione al voto era molto più alto nei primi rispetto agli elettori che non avevano ricevuto il messaggio o che non avevano visto le immagini familiari

In definitiva, il social network avrebbe portato ben 60mila elettori alle urne coinvolgendoli direttamente. In aggiunta, il contagio innescato dai legami di amiciziaavrebbe mobilitato almeno altri 280mila votanti, per un totale di 340mila utenti effettivamente coinvolti dal messaggio sul social network. Ovvero quelli non che si erano semplicemente limitati a esprimere le loro intenzioni su Facebook. Tra i votanti ci sarebbe anche un 4% di utenti amanti del bluff che hanno dichiarato di aver votato per poi non presentarsi affatto alle urne. Un altro dato interessante riguarda la natura delle amicizie che inducono maggiormente a recarsi alle urne: le foto di amici di vecchia data hanno un effetto più pronunciato sulla chiamata al voto

Come è logico immaginare, i ricercatori non hanno mai condiviso con Facebook i dati sensibili ottenuti attraverso i registri elettorali. Zuckerberg ha dovuto perciò accontentarsi di conoscere i risultati parziali dello studio, ma non è da escludere che in futuro il suo social network rivestirà un ruolo di spicco nelle campagne elettorali.


galileonet.it

giovedì 20 settembre 2012

Hitachi fa le prove per un hdd a elio da 7 Terabyte


Hitachi ha svelato un hard disk contenente elio anziché aria. Secondo l'azienda l'uso del gas consente di collocare più piatti in un prodotto e scrivere più informazioni su un singolo supporto. Inoltre ci sono vantaggi anche per i consumi e le temperature.


Hard disk pieni di elio per realizzare prodotti da 3,5 pollici da 7 terabyte già nel 2013. Hitachi Global Storage, parte di Western Digital, ha annunciato una nuova soluzione tecnologica per incrementare la capacità dischi fissi e abbassare il cosiddetto "costo di possesso" (TCO) per i clienti del settore enterprise e cloud.
Non si tratta quindi, almeno inizialmente, di una proposta indirizzata al mercato consumer, bensì a chi ha un datacenter e deve affrontare l'esplosione del fenomeno del cloud computing, ancora agli albori e nei prossimi anni sempre più centrale. Insomma, chi ha bisogno di molti hard disk con un'elevata capacità.

"La densità dell'elio è un settimo di quella dell'aria e questo offre vantaggi rilevanti", ha dichiarato l'azienda, sottolineando che il prodotto è frutto di sei anni di ricerca e sviluppo. La densità più contenuta fa sì che agisca una minore forza di trascinamento sui piatti rotanti all'interno dell'hard disk, riducendo di conseguenza l'energia richiesta per azionare il motore che muovere la meccanica all'interno del prodotto.

La densità più bassa riduce drasticamente anche le forze fluidodinamiche che colpiscono i piatti e i braccetti delle testine, consentendo ai piatti di essere meno distanti l'uno dall'altro e alle tracce di essere più vicine tra loro. Questo permette quindi di inserire sette piatti in 3,5 pollici(il limite odierno è cinque) e al tempo stesso aumentare la densità delle informazioni scritte sui supporti.
Le minori forze di taglio e la maggiore efficienza dell'elio nella conduzione termica permettono al disco di raggiungere temperature  e rumorosità inferiori. "I benefici di un hard disk riempito con l'elio si conoscono da molto tempo. L'innovazione sta nella produzione e nel progetto, che sigilla l'elio all'interno dell'hard disk in modo conveniente garantendo volumi di produzione elevati", ha dichiarato Steve Campbell, a capo delle operazioni tecnologiche di HGST.
La nuova soluzione è stata dimostrata durante il Western Digital Investor a Irvine, California. All'evento Hitachi ha confrontato un nuovo disco con elio e una soluzione equivalente ad aria, comprovando una riduzione dei consumi del 23%. Un dato interessante, che però va messo in prospettiva: tenendo conto che il nuovo hard disk ha due piatti in più, il miglioramento in termini di watt per terabyte è pari al 45 percento. Parallelamente il disco ha raggiunto una temperatura operativa inferiore di 4 gradi.
Insomma, un'ottima soluzione sotto i punti di vista, anche se non si conoscono i prezzi, né le caratteristiche tecniche precise dei prodotti che arriveranno in commercio. Hitachi ha promesso di fare maggiore chiarezza il prossimo anno, quando si terrà il debutto ufficiale degli "hard disk all'elio".

tomshw.it

mercoledì 19 settembre 2012

Aste frequenze tv congelate: scontro con le telco per LTE?



Differenze fra infrastruttura 3G e 4G
Il Governo Monti sta cercando di convincere le emittenti locali ad abbandonare le frequenze oggetto dell'asta DTT. È un problema anche per l'LTE poiché nella frequenza degli 800 MHz vi sono canali occupati in alcune regioni.

L'asta per assegnare le frequenze televisive è attualmente congelata perché alcune emittenti locali presidiano ancora saldamente l'etere. Il Ministero dello Sviluppo economico ha ammesso che una parte del pacchetto è ancora nelle mani dei vecchi "proprietari".
Il problema è complesso e come hanno svelato alcune interrogazioni parlamentari si deve probabilmente all'operato poco lungimirante del vecchio board AGCOM - che avrebbe dovuto aiutare i Governi nelle scelte. In ogni caso il tema più caldo oggi è quello delle frequenze in mano alle emittenti locali: alcune non hanno ancora mollato l'osso e quindi si rischiano l'esproprio o una trattativa snervante.

Oltre a questo si aggiunge il fatto che alcune piccole emittenti occupano le frequenze sulla base di assegnazioni transitorie AGCOM. Poi ci sono quelle di Campania e Lazio che hanno vinto una causa al TAR che il ministero ha impugnato davanti al Consiglio di Stato. E infine la Rai che in Friuli ed Emilia gode del canale 21 "al fine di tutelare gli utenti di quelle zone".
Un caos che rischia di ritardare anche l'implementazione dei servizi LTE. Bisogna ricordare infatti che nel 2011 Telecom Italia, Vodafone e Wind si sono aggiudicate rispettivamente 2 lotti delle preziose frequenze a 800 MHz per il lancio della 4G. Le emittenti che le occupano con i rispettivi canali sembrano non essere intenzionate ad accettare il riscatto proposto dal Governo Monti, ovvero 174,6 milioni di euro.

Ecco quindi la decisione in extremis di scambiare i canali di pregio dal 61 al 69 con altri meno efficienti. Le piccole TV saranno costrette ad accettare; in caso contrario saranno carte bollate. E nella peggiore delle ipotesi espropri esecutivi. D'altronde Telecom Italia, Vodafone e Wind hanno sborsato quasi 3 miliardi di euro per quelle frequenze. E detta tutta gli italiani sopravvivranno alla scomparsa di qualche canale di pessimo gusto.

tomshw.it

martedì 18 settembre 2012

Vendite settore pc in caduta libera

A confronto vendite pc ripiazzati e installazione di base

I dati di Gartner e IDC relativi alle vendite di computer tradizionali e a tavoletta e di telefonini intelligenti negli ultimi cinque anni svela che come i primi siano sempre più in crisi, mentre cresce il successo dei prodotti mobili. E Windows 8 non capovolgerà la situazione.


Android e iOS stanno influenzando il mercato dei PC. Il dato emerge dai dati raccolti da Gartner e IDC rispettivamente in relazione a smartphone e tablet: due categorie in forte crescita ormai da tempo, in contrapposizione con il calo lento ma costante delle vendite di computer desktop e notebook tradizionali.

numeri delle due società di ricerca offrono una fotografia molto precisa dell'impatto di questa "rivoluzione post PC". I dati di Gartner relativi alle spedizioni di PC negli ultimi cinque anni mostrano che la base di PC installati è in costante aumento, ma le vendite stanno attraversando una fase di stagnazione. Questo significa in sostanza che la percentuale di PC sostituiti è costantemente scesanel lasso di tempo in esame.
I dati sulle spedizioni di dispositivi mobili nello stesso periodo di tempo svelano che i prodotti mobile di nuova generazione sono cresciuti. Un'analisi di regressione fra i due blocchi di dati appena illustrati conferma statisticamente la conclusione che ormai tutti conosciamo: i consumatori non hanno sostituito i PC con modelli più nuovi perché al loro posto hanno acquistato i dispositivi mobili.
Per quanto riguarda le cause, è fuor di dubbio che i dispositivi mobili basati su iOS e Android hanno 
più appeal sui consumatori, ma ci sono ragioni molto più forti. Negli ultimi due anni si è affermata latendenza a vedere i PC come elettrodomestici: possederne uno è una necessità, ma l'aggiornamento non lo è. Il motivo è che c'è stato un passaggio nelle attività di sviluppo dalla piattaforma PC tradizionale ai dispositivi mobili e al web mobile. 
L'unica industria che continua a concentrarsi sul mercato consumer PC è quella dei videogiochi, e anche in quest'ambito di recente è iniziata la diversificazione su altre piattaforme. Intel ha cercato di riportare il "cool factor" sui PC con gli ultrabook, ma il tentativo è per ora fallito perché è mancato l'interesse degli sviluppatori verso questo nuovo settore, e gli alti prezzi hanno smorzato l'interesse dei consumatori. 
La motivazione alla base delle attuali vendite di computer tradizionali è la "la creazione di contenuti", mentre i dispositivi mobili sono ormai visti come prodotti per la fruizione di contenuti: l'unica attività dei consumatori. 
L'ultima speranza per il settore dei PC è Windows 8. La maggior parte dei produttori spera che Windows 8 riporti il PC a un ruolo importante nella vita dei consumatori. Il problema, secondo l'analisi di tech-thoughts, è che Windows 8 non è stato pensato per cambiare il paradigma dell'era post PC descritto finora. Anzi, Microsoft si è focalizzata sui tablet nello sviluppo del nuovo sistema operativo, per entrare in un settore profittevole da cui rischia di restare tagliata fuori. 

In questo modo però gli sviluppatori non hanno motivazioni per tornare a puntare sui PC tradizionali, anzi, saranno spinti ancora di più verso le applicazioni touchscreen che sono senza dubbio indirizzate a tablet e smartphone. 
Ci saranno i prodotti ibridi, certo, ma per questi sono previsti prezzi tutt'altro che economici, che non contribuiranno in alcun modo alla ripresa delle vendite dei PC. L'unica chance che concede Microsoft è lo scoraggiamento al downgrade, che prima o poi obbligherà gli utenti a procurarsi computer in grado di eseguire il nuovo sistema operativo per beneficiare delle applicazioni di nuova generazione.

ictbusinnes.it

sabato 15 settembre 2012

Bambini dipendenti da Smartphone



Stando a recenti indagini, in Italia il problema delle dipendenze tecnologiche colpisce persone sempre più giovani. Oggi i primi interventi si praticano già alle medie, ma si pensa di passare alle elementari. Intanto i tablet Android arrivano nei negozi di giocattoli.

Le dipendenze tecnologiche riguardano anche i bambini. Già alle elementari infatti si sono rilevati casi di "malattie da Internet", con alunni incapaci di staccarsi anche per poco da smartphone e tablet. Il problema è abbastanza serio da aver spinto almeno una regione, la Lombardia, ad anticipare gli interventi preventivi alla prima media.
E si sta valutando l'ipotesi di intervenire già alle elementari, racconta lo psicologo Alfio Lucchini in un articolo comparso oggi su Repubblica a firma di Michele Bocci. L'esperto ha già accumulato una certa esperienza quanto ai problemi di "dipendenze senza sostanze" in giovane età, ed è convinto che la questione vada affrontata rapidamente.

Smartphone e tablet in particolare sarebbero vincolati al disturbo noto come IAD (Internet Addiction Disorder), un disturbo che provoca problemi tipici delle dipendenze da droghe, ma in questo caso la "sostanza" è il collegamento alla Rete, o in generale l'uso di gadget elettronici. Un disturbo che ha già trovato posto nella letteratura medica, ma non è ancora riconosciuto universalmente.

Secondo Lucchini ci sono bambini che già a sei anni cominciano a usare abitualmente Internet, anche se questo fatto di per sé non deve per forza rappresentare l'inizio di un problema. Un bimbo che usa YouTube per guardare i cartoni animati dopotutto non è necessariamente in una situazione diversa da un coetaneo che guarda la TV, sempre che ci sia in entrambi i casi la supervisione e il controllo di un genitore.
Anzi, forse usando la Rete si evita un altro problema piuttosto grosso: quello dell'esposizione ai contenuti pubblicitari. Considerando questo aspetto magari bisognerebbe mettere sul tavolo anche l'immenso fatturato della pubblicità televisiva, e come questo sia minacciato da future generazioni poco interessate al mezzo televisivo in sé.

venerdì 14 settembre 2012

Iphone 5: la presentazione è già parodia, risate assicurate!



Da alcuni anni, in concomitanza dell'uscita dei prodotti della mela morsicata si susseguono questi brevi video parodia.


Con la stessa attesa che anticipa l'uscita di un nuovo prodotto Apple,fioccano in rete le parodie del lancio pubblicitario, visto il seguito che hanno su youtube lo possiamo classificare come fenomeno virale dell'era internet.
Ecco a voi la spassosissima presentazione versione italiana dell'ultimo mela-fonino "nato" ieri. A voi la scelta se comprare o meno l'iphone dopo aver visto questa video-presentazione.


giovedì 13 settembre 2012

Iphone 5 post-Jobs: nuovo processore, schermo più luminoso e molto altro

Il responsabile mondiale del Marketing presenta il nuovo iPhone

Apple ha presentato iPhone 5. La nuova versione dello smartphone della casa di Cupertino adotta uno schermo da 4 pollici con risoluzione 1136 x 640 pixel, supporta le reti LTE e ha un chip nuovo di zecca chiamato A6. Design rinnovato e iOS6 completano le novità.

Apple ha presentato iPhone 5 con iOS 6, più sottile e leggero (7,6 millimetri di spessore per 112 grammi di peso) e con un design rinnovato basato su vetro e alluminio anodizzato. Ha un nuovo display LCD IPS Retina da 4 pollici - più grande quindi di quello da 3,5 pollici dei modelli precedenti - con risoluzione 1136 x 640 pixel (16:9, 326 PPI). La larghezza è rimasta inalterata, ma ora è più lungo. I sensori touch sono integrati nell'LCD, e questo non solo consente una migliore precisione dei tocchi, ma anche una luminosità superiore.

Secondo Apple, poiché è stata aumentata l'altezza del display anziché la larghezza, iPhone 5 è comodo da usare anche con una mano sola. In questo modo la casa di Cupertino ha inserito una quinta fila di icone in verticale e tutto il sistema operativo è stato aggiornato per adattarsi al nuovo schermo.
Durante l'evento, Apple ha mostrato applicazioni ottimizzate per la nuova dimensione del display, ma ha anche precisato che non ci saranno problemi per quelle app pensate per lo schermo da 3,5 pollici, che semplicemente mostreranno una banda nera in alto e in basso. Questo stato di cose, verosimilmente, durerà un po', ma secondo Apple gli sviluppatori potranno aggiornare le loro creazioni con facilità.

All'interno dello smartphone si nasconde un chip A6 con prestazioni grafiche e di calcolo due volte superiori all'A5 integrato nell'iPhone 4S, ma al tempo stesso è anche più piccolo (-22%). Secondo voci da confermare, si tratta di una soluzione dual-core basata su architettura ARM Cortex A15 con grafica quad-core PowerVR SGX543, il tutto prodotto a 32 nanometri. Ignota - al momento - la frequenza.


lunedì 10 settembre 2012

Kers per metropolitane,a Philadelphia lo studio


Già da qualche tempo generare energia dalla frenata di un veicolo è realtà ma applicarlo ai mezzi pubblici è una novità che apre interessanti orizzonti. 


Fin dal 1997 auto ibride come la Toyota Prius adottano il regenerative brake, il freno rigenerativo che ferma il veicolo e contemporaneamente recuperal'energia generata dal suo stato di inerzia, ma ora a Philadelphia hanno pensato di applicare il medesimo meccanismo anche ai treni metropolitani. 

L'idea è nata due anni fa, quando l'azienda di trasporto pubblico locale South Eastern Pennsylvania Transit Authority (SEPTA) ha iniziato a studiare un congegno che permettesse di non sprecare tutta l'energia accumulata in frenata, quella forza che ci spinge in avanti ogni volta che una metropolitana arriva alla fermata. 

A differenza delle auto però l'energia prodotta non viene stoccata all'interno del veicolo ma messa in rete tramite smart gridreti di informazione che distribuiscono l'elettricità regolandone il flusso in funzione della domanda. Così l'energia va solo dove viene richiesta, creando un sistema che tenta di non sprecare neanche un kilowatt. 

Altro aspetto interessante, è che l'energia prodotta dai treni non viene messa in rete gratuitamente ma venduta a chi ne ha bisogno, andando quindi a rimpinguare le casse dell'azienda di trasporto e sgravando dei costi gli utenti e la collettività. 

Il sistema per ora è in adozione su una sola linea ma la SEPTA già prevede di risparmiare 190 mila dollari l'anno in energia e di ricavare tra i 75 mila e i 250 dollari dalla vendita delle eccedenze. Tradotto in euro significa un risparmio che va dai 210 ai 348 mila euro, un bel gruzzoletto prodotto praticamente gratis.

wired.it

sabato 8 settembre 2012

Il Fotovoltaico incotra gli spinaci


Le celle solari del futuro potrebbero avere molto in comune con Popeye. I ricercatori della Vanderbilt University hanno infatti studiato un nuovo modo per combinare una proteina contenuta negli spinaci e impiegata nellafotosintesi al silicio, il materiale di cui di solito sono fatti i pannelli fotovoltaici. Il procedimento produrrebbe molta più corrente di quanta sia mai stata supportata da celle solari ibride.
Quello descritto nello studio su Advanced Materials non è il primo modulo fotovoltaico ad essere costruito con questa proteina complessa, detta Ps1 (Photosystem 1), capace di convertire la luce in energia elettrochimica. La scoperta che la molecola continuasse a funzionare anche se estratta dalla pianta – e con un’efficienza incredibile, pari quasi al 100%, a differenza degli strumenti artificiali che arrivano a meno del 40% – è stata fatta più di 40 anni fa, e da tempo si tenta di sfruttarla per creare celle solari ibride. Uno sforzo decennale che si comprende se si pensa quanto sia economica e facilmente reperibile la materia prima per ottenere la proteina.
Nonostante gli anni di ricerca, rimangono alcuni problemi tecnici da risolvere. Ingegneri e chimici hanno nel tempo sviluppato diversi modi per estrarre Ps1, e dimostrato che può effettivamente essere impiegata nei moduli fotovoltaici. Tuttavia, il quantitativo dienergia elettrica per metro quadro prodotto dalle celle ibride risulta ancora decisamente inferiore a quello delle normali celle già in commercio.
Per tentare di risolvere il problema, gli scienziati hanno provato una nuova via, creando dei substrati di silicio alti appena un micrometro (quanto una cellula di un batterio e cento più di una singola molecola di Ps1) che si adattassero perfettamente ad accogliere la proteina. Il procedimento per ottenere i nuovi dispositivi parte direttamente dall’estrazione del pigmento fotosintetico dagli spinaci: la soluzione acquosa che si ottiene viene versata su una base di silicio ‘dopato’, cioè a cui sono stati aggiunti atomi carichi positivamente, e poi lasciata evaporare, in modo che le proteine si depositino in maniera casuale sullo strato superficiale del dispositivo.
Proprio l’uso di silicio dopato permette agli studiosi di aumentare la corrente prodotta. La proteina, esposta alla luce, assorbe l’energia dei fotoni e la usa per liberare gli elettroni sulla superficie, creando uno spostamento di carica.
Se il silicio usato non è stato dopato, la corrente si sposta a seconda dell’orientamento casuale delle proteine, generando flussi che possono annullarsi tra loro, vanificando il procedimento; se invece si usa il materiale con l’aggiunta di atomi carichi, la corrente è costretta a spostarsi in un’unica direzione, e a quel punto l’interazione è costruttiva e la corrente aumenta.
Stando a quanto riportato dagli scienziati statunitensi, la combinazione di Ps1 e silicio porta a produrre quasi un milliampere (850 microA) di corrente per centimetro quadrato, a una tensione di 0,3 volt: un risultato ancora lontano da quello delle normali celle solari (le celle Enel, ad esempio, raggiungono valori di 30/35mA a una tensione di 0,5V), ma che è quasi due volte e mezzo maggiore rispetto alle migliori cellule ibride finora costruite. “Se riuscissimo ad allineare correttamente le proteine, invece che determinare solo il verso in cui scorre la corrente, il risultato sarebbe ancora migliore”, ha spiegato David Cliffel, docente di chimica nell’ateneo statunitense.
Ora gli ingegneri stanno lavorando alla produzione di un prototipo funzionante di cella solare ibrida basata proprio sul modello descritto. “Se si procede a questo ritmo – fanno sapere – riusciremo a raggiungere le prestazioni degli altri tipi di moduli fotovoltaici in appena tre anni. Secondo le nostre stime presto un modulo di questo tipo, grande 60 cm quadri, potrebbe facilmente produrre una corrente di 100 mA, mantenendo una tensione di 1V”.
galileo.it

venerdì 7 settembre 2012

Apple iPhone 5: come potrebbe essere

Probabile prototipo di iPhone 5  con un nuovo tipo di connettore


Apple made its iPhone event date official today after weeks of chatter. What will the new version bring that its predecessor didn’t? What won’t it do that people want it to? Luckily, this may be among the most leaked pre-release Apple devices ever, so we actually have a pretty good idea of what to expect.

Screen Stature
Even if you know nothing else about the next iPhone, you’ve probably heard that it will have a bigger screen. At this point, a screen size of somewhere in the neighborhood of 4 inches (4.08-inches diagonal with a 16:9 screen ratio and Retina-qualifying 320 ppi pixel density, if you want to get particular) is almost guaranteed, thanks not only to numerous reported part leaks, but also to software clues found within the pre-release iOS 6 development simulator.
People have been talking about the iPhone getting a bigger screen since before the 4S was released, but a number of reasons have been suggested as to why Apple stuck with the 3.5-inch display despite ballooning proportions among Android rivals. There’s pocketability, of course, and battery life concerns, and also the natural reach of a person’s hand when using their thumb on a touch-screen device. But key rival Samsung’s screen are only getting bigger, and though a larger one might have a slightly negative effect on iPhone ergonomics, the benefit of a big beautiful display as a way to attract consumers looking for a significant material reason to upgrade is a good reason for Apple to introduce one now.

LTE
As much as a bigger screen seems a sure thing, Apple’s also almost bound to include LTE connectivity in its newest phone. Why? Because 3G (and even AT&T’s “faux-G”) is pokey. Of course, that’s a relative term, and that’s exactly the point; since Apple introduced the iPhone 4S in September of last year, LTE has grown. In terms of commercial availability, a July report from the Global mobile Suppliers Association pegs the number of operators looking to at least trial LTE deployments at 338 in 101 countries, and notes that the “number of commercial LTE networks has quadrupled in just over a year.”
Apple has a history of not adopting tech until it gains wide consumer adoption and proves itself in the market (with the noteworthy exception of some it pioneered like Thunderbolt and FireWire), but LTE has achieved significant penetration among mobile users. Battery is another concern when it comes to true 4G cellular connectivity, but Apple proved it has the engineering chops necessary to solve that problem with the latest, LTE-capable iPad, so get ready for much faster mobile browsing with the next Apple smartphone.

giovedì 6 settembre 2012

Dell incontra Microsoft Windows 8 con tre nuovi modelli





Il  nuovo Dell XPS Duo 12
I nuovi prodotti presentati da Dell includono un All-in-one da 27 pollici,un tablet con schermo rotante da 12 pollici e un tablet convertibile da 10 pollici con Windows RT.


Dell ha presentato i nuovi XPS One 27, XPS One 10 e XPS Duo 12, cioè una nuova generazione di computer, caratterizzati dal sistema operativo Microsoft Windows 8 o RT, e da una presenza praticamente universale degli schermi touch.

Ecco quindi il Dell XPS One 27, un desktop All-in-One da 27 pollici (Quad HD, 2560 x 1440) dal design molto elegante, che si può tenere in una posizione "classica", cioè con lo schermo in verticale per usare tastiera e mouse, oppure parallelo al tavolo per un più comodo uso con le dita. L'hardware può essere selezionato e la scelta ricade su Core i5 o Core i7 Ivy Bridge, fino a 16GB di memoria, hard disk fino a 2TB e opzionalmente una GeForce GT640M.

Il Dell XPS One 10 è invece un tablet Windows RT con schermo da 10 pollici e risoluzione pari a 1366x768 (o superiore opzionalmente), dotato di tastiera separata. La CPU ARM è abbinata a 2 GB di RAM, mentre per l'archiviazione si potrà contare su 32 o 64 GB, secondo l'allestimento prescelto. Sarà disponibile in autunno, ma non si sa a che prezzo. Ignote altre specifiche tecniche.

Il Dell XPS Duo 12 infine è un computer basato su una CPU Intel Core i7 con sistema operativo Windows 8. Ospita 8 GB di RAM e si affida a un'unità SSD per l'archiviazione, disponibile in diverse capacità fino a 512 GB. Lo schermo è incastonato in una cornice di alluminio, e il passaggio da notebook a tablet non prevede lo sganciamento della tastiera retroilluminata, ma una rotazione a 180 gradi del pannello da 12 pollici (1920x1080).  Il tablet è quindi un po' più spesso di quelli in cui la tastiera si sgancia, ma chi vuole trasportarlo almeno non dovrà avere a che fare con un "due pezzi" se arrivato a destinazione (o seduto in treno) vuole avere anche la tastiera. Non è una soluzione del tutto nuova, ma a Dell va riconosciuto il merito di proporre un'idea diversa da quella che oggigiorno va per la maggiore.

  tomshw.it

mercoledì 5 settembre 2012

Il nuovo mainframe di IBM per il cloud, anche privato


Big Blue presenta il nuovo zEnterprise EC12, il più potente mai progettato, con prestazioni del 50% superiori al predecessore. Frutto di un investimento di oltre un milione di dollari in R&D, integra funzioni di sicurezza ed è particolarmente adatto a supportare gli ambienti di cloud privato.


IBM sposta in avanti la soglia di possibilità e capacità tecniche della gestione e monitoraggio dati e della business analytics, presentando un nuovo mainframe a misura di ambienti cloud, zEnterprise EC12. Non una semplice novità di prodotto, ma il risultato di un grosso impegno economico e di progettazione: per realizzarlo sono serviti oltre 1 milione di dollari investiti in ricerca & sviluppo e il contributo del  centro di Poughkeepsie (New York) e di altri 17 laboratori IBM.

E il risultato promette di ripagare gli sforzi, dal momento che mette a disposizione nuove funzionalità d'avanguardia per la sicurezza e l'analisi dei dati con la potenza di oltre 100 core configurabili e il 50% di capacità totale in più rispetto al suo predecessore, zEnterprise 196. Ed è dunque in grado di gestire, monitorare e trarre informazioni di intelligence da grandi moli di dati, come quelle prodotte dalle aziende di classe enterprise: rispetto al precedente zEnterprise 196, il nuovo mainframe aumenta del 30% le performance dei carichi di lavoro analitici. Cuore della nuova soluzione è un chip da 5.5 GHz, "il più veloce del mondo", sottolinea IBM.
Il sistema zEC12 integra anche funzionalità di sicurezza: la piattaforma System z può fregiarsi della classificazione di "Evaluation Assurance" Level 5+ di Common Criteria, e consente di gestire applicazioni diverse, anche contenenti dati riservati, su un unico mainframe. Un co-processore crittografico d'avanguardia a prova di manomissione, Crypto Express4S, è integrato nel mainframe per proteggere la privatezza delle transazioni bancarie e dei dati sensibili, e può essere configurato per fornire supporto per le firme digitali.
Le sue funzionalità avanzate di virtualizzazione lo rendono particolarmente adatto a supportare gli ambienti di cloud privato. I clienti possono consolidare migliaia di sistemi distribuiti Linux su zEC12, riducendo le spese di gestione IT associate al consumo energetico (con un risparmio fino al 75%), al fabbisogno di spazio e alle licenze software.
Ulteriore innovazione è il fatto che zEC12 sia il primo mainframe IBM a includere al suo interno, con la funzione Flash Express,  una tecnologia di memoria a stato solido: grazie a questa nuova soluzione, l'elaboratore migliora le prestazioni di applicazioni che utilizzano grandi basi dati o di carichi di lavoro che richiedono livelli di servizio ottimali costanti, come le attività rivolte al cliente o quelle per l'assistenza utilizzate da banche, imprese del settore pubblico e rivenditori.

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