martedì 31 luglio 2012

Ricercatori di Berkeley sviluppano una tecnologia fotovoltaica semiconductor-free


Un impianto fotovoltaico a celle solari come lo conosciamo oggi


Due ricercatori del Lawrence Berkeley National Laboratory (Berkeley Lab) hanno creato una tecnologia che potrebbe portare, il fotovoltaico, fuori dall' era dei semiconduttori, migliorandone l'efficienza energetica ed abbassandone i costi di produzione.Il futuro è dietro l'angolo.
A technology that would enable low-cost, high efficiency solar cells to be made from virtually any semiconductor material has been developed by researchers with the U.S. Department of Energy (DOE)’s Lawrence Berkeley National Laboratory (Berkeley Lab) and the University of California (UC) Berkeley. This technology allows for plentiful, relatively inexpensive semiconductors, such as metal oxides, sulfides and phosphides that had previously been considered unsuitable for solar cells because of the difficulty in tailoring their properties by chemical means.
“It’s time we put bad materials to good use,” says physicist Alex Zettl, who led the research along with colleague Feng Wang. “Our technology allows us to sidestep the difficulty in chemically tailoring many earth abundant, non-toxic semiconductors and instead tailor these materials simply by applying an electric field.”
Zettl, who holds joint appointments with Berkeley Labs’ Materials Sciences Division and UC Berkeley’s Physics Department where he directs the Center of Integrated Nanomechanical Systems (COINS), is the corresponding author of a paper describing this work in the journal Nano Letters. The paper is titled “Screening-Engineered Field-Effect Solar Cells.” Co-authoring it were William Regan, Steven Byrnes, Will Gannett, Onur Ergen, Oscar Vazquez-Mena and Feng Wang.

Come nascondere il porno nel proprio pc



Ecco un articoletto tutto da ridere, a meno che chi legga non tragga seri benefici. Buona porno-offuscato-lettura!.

Alessandra è una fotografa. Si occupa di musica, attualità ma soprattutto di erotismo. Ha frequentato un master in fotografia erotica a NY e oggi scatta per alcuni dei maggiori siti alt-porn del mondo. Quale migliore testimonial per maneggiare materia così delicata?
 
Sarà proprio lei ad insegnarci come nascondere i file scottanti presenti nei nostri computer (non mentite, anche nel vostro) con ben 3 strategie in un climax di efficacia: dall’escamotage situazionista fino alla mossa da smanettone in grado davvero di salvarci la pelle.
 
Ecco anche per iscritto i tre consigli di Alessandra:
 
Livello 1: Rinominate la vostra cartella pepata con un nome particolarmente respingente (vi consigliamo il classicissimo Foto Matrimonio Zii) e nascondetela poi in un'intricata trama di sottocartelle, tra la Dichiarazione redditi 2006 e Tasse e Multe 2009.
 
Livello 2: Prendete uno snapshot del vostro Desktop. Aprite l'anteprima dell'immagine e poi cliccate il comando Instant Alpha. Selezionate quindi tutta l'immagine immagine per poi cancellarla. In questo modo avete creato un'immagine completamente trasparente. Ora, selezionate le proprietà della vostra cartella e sostitute la classica icona con quest'immagine. In questo modo nessuno potrà vederla sul Desktop. Solo voi saprete della sua esistenza. Per questo è importante ricordare dove l'avete posizionata!
 
Livello 3: Posizionate la vostra cartella nominata Porno sul desktop. Andate sul Terminale e scrivete: cd Porno. A questo punto scrivete ancora mv 'Porno' '.Porno'. In questo modo avrete reso invisibile la vostra cartella.
 
 wired.it

lunedì 30 luglio 2012

Modificando lo spin degli elettroni si otterrebbero OLED più luminosi

Schema costruttivo di un OLED


I ricercatori dell'Università dello Utah hanno realizzato un prototipo di OLED spintronico, o spin-OLED, in cui la generazione di luce si fa molto più efficiente, grazie al controllo preventivo dell'orientamento delle cariche che attraversano il cuore organico dei singoli LED.

Alcuni ricercatori dell'Università dello Utah hanno inventato una nuova forma di OLED, denominata "spintronic OLED" o spin-OLED, che promette di essere molto più luminosa, economica da produrre ed eco-compatibile degli OLED tradizionali che si trovano oggi in TV, display, monitor e sistemi di illuminazione. Per il momento siamo ancora a livello di prototipo, però, e i tempi per gli utilizzi commerciali sono relativamente lunghi.

Il prototipo realizzato è un OLED arancione che non funziona a temperature più alte di 33 gradi sottozero. In un paio d'anni si pensa di arrivare anche a spin-OLED rossi e blu, mentre lo sviluppo di un prodotto commerciale non si avrà prima di cinque anni. Negli OLED tradizionali due elettrodi racchiudono un polimero organico che fa da semiconduttore. Quando agli elettrodi si applica una differenza di tensione, a un elettrodo si generano cariche negative (elettroni) e all'altro cariche positive (lacune). Attraversando il polimero le cariche di segno opposto si scontrano e si annullano: questo evento fa emettere luce al polimero stesso, ma solo se gli spin (il momento angolare intrinseco) delle due cariche sono paralleli o antiparalleli, a seconda del polimero usato.

Questo in sintesi significa che non basta lo scontro di due cariche per generare luce, quindi la "resa" di un OLED non è ottimale. Un team di ricercatori dell'Università dello Utah, guidato dal professor Valy Vardeny, ha elaborato appunto un sistema per portare al massimo la resa degli OLED, controllando a priori l'orientamento degli spin delle cariche che transitano nel polimero. L'obiettivo è stato raggiunto trasformando una cosiddetta "valvola spin organica", un dispositivo sviluppato qualche anno fa sempre da Vardeny, in un elemento capace di emettere luce e denominato spin-OLED.

domenica 29 luglio 2012

Un sito Cinese mette in pre-vendita Apple iphone 5





Un sito cinese affiliato di Alibaba ha aperto le prenotazioni per l'iPhone 5, dietro versamento di un acconto di 160 dollari e c'è anche qualcuno che sta già vendendo il melafonino a prezzo pieno.



Non stupitevi se l'iniziativa sta andando a gonfie vele. Il tam tam mediatico è partito lo scorso anno qualche minuto dopo l'annuncio dell'iPhone 4S e c'è sicuramente qualcuno che ha già piazzato da mesi di fianco alla porta di casa lo zaino con tenda da campeggio e sacco a pelo. Perché perdersi il minuto dell'apertura dell'Apple Store e non essere nel primo gruppo di "eletti" disposti a tutto pur di assicurarsi il melafonino è roba da pazzi.

Ma questa volta molti cinesi avranno una scorciatoia per salvare l'onore e risparmiare un bel po' di fatica: Taobao, come ha spiegato all'agenzia Reuters, ha messo in prevendita il prodotto e ha pianificato di acquistare l'iPhone 5 a Hong Kong e quindi importarlo nella Cina continentale. La scelta non è casuale: spesso i prodotti Apple sono disponibili a Hong Kong prima che nel resto del Paese. A quanto sembra l'iniziativa non è una bufala, anche se il sospetto è lecito dato che non si sa ancora quando verrà annunciato il prodotto: se questa volta arrivasse un iPhone 4Sbis cosa succederebbe? Le prenotazioni sarebbero tenute "in caldo" per il 2013? Scherzi a parte, l'attenzione mediatica è talmente alta attorno al nuovo prodotto che c'è anche un venditore che sta chiedendo il pagamento del prezzo completo (1100 dollari, ovviamente calcolato a spanne) dell'iPhone, e riferisce che le vendite stanno andando a gonfie vele (due dozzine di ordini in meno di una settimana).

Il possibile nuovo mela-fonino


I siti in questione hanno ovviamente riempito le pagine promozionali con foto e specifiche tecniche, attingendo all'ampio repertorio online di indiscrezioni e supposizioni assolutamente prive di consistenza. Tutti danno per scontato un prodotto con uno schermo più grande di quello dell'iPhone 4S, una forma allungata della base con la presa jack dell'auricolare nella parte bassa, una versione iperpotente di Siri. C'è poi una lista di 17 possibili nuove funzioni, con la percentuale di probabilità che vengano davvero integrate. Per esempio, il sensore biometrico è dato al 20 percento: almeno uno spiraglio di onestà nel mare magnum delle informazioni date per certe, che sono tutto fuorché garantite.

Qualcuno si starà facendo grasse risate, ma tornando seri per un momento tutto quello che vi abbiamo raccontato non è altro che un sintomo (in chiave cinese ovviamente) del livello di popolarità che Apple ha raggiunto in un anno nel Paese della grande Muraglia. La domanda per i prodotti della mela morsicata è tale che molti consumatori li acquistano come beni di contrabbando pur di ottenerli, un po' come si faceva negli Stati Uniti ai tempi del proibizionismo. Questo fa di Apple una delle potenze mediatiche più forti al mondo, ben più di una "banale" azienda hi-tech.

tomshw.it

sabato 28 luglio 2012

Skype potrà essere intercettato, parola di Microsoft



Per anni Skype ha avuto una fama piuttosto solida, fama peraltroavallata dall'azienda che l'ha creato: essere completamente a prova di intercettazione. Non si trattava di un modo di dire: l'inafferrabilità delle chiamate effettuate via Skype è emersa come problema per la polizia tedesca, che a suo tempo ha addirittura pensato diutilizzare un trojan di Stato per scovare i criminali.

 Tutto ciò, di recente, potrebbe però essere cambiato. Già qualche mese fa si vociferava circa un cambio nell'architettura di Skype, deciso da Microsoft, che avrebbe avuto come unico scopo rendere possibili le intercettazioni legali.
Alla richiesta di spiegazioni avanzata dal sito Extremetech, Skype ha risposto che le modifiche sono state effettuate come parte di un semplice aggiornamento ma, alla richiesta di confermare l'ormai leggendaria inviolabilità delle chiamate, Skype ha preferito non rispondere citando «policy aziendali».

Secondo Ryan Gallagher di Slate, la facenda è un po' sospetta e viene da chiedersi che cosa sia cambiato da quando l'essere inintercettabile era un vanto per il software VoIP più usato a oggi, quando i dirigenti dell'azienda che lo produce sembrano preferire non sbilanciarsi.

L'acquisizione da parte di Microsoft diventa facilmente il momento intorno al quale si concentrano le attenzioni, oppure si tratta davvero di una semplice variazione delle policy interne, diventate più restrittive rispetto a qualche anno fa.

D'altra parte, le regole sulla privacy parlano chiaro: nella Sezione 3 si cita esplicitamente la possibilità che dati personali, contenuto e dati sul traffico vengano consegnati alle forze dell'ordine qualora le autorità avanzino una richiesta legittima. Resta quindi un dubbio: davvero Skype non è più inintercettabile?


zeusnews.it

venerdì 27 luglio 2012

I ragazzi sanno tutto su Facebook, meno sulle email



Una ricerca di Pew Internet svela che quasi tutti i giovani hanno un account attivo sui social network e comunicano speditamente con i messaggi di testo. Snobbando però la tradizionale posta elettronica. Forse perché pochi hanno uno smartphone.





I giovani usano i social media e i messaggi di testo, ma ignorano le mail. Questo è in sostanza ilresponso di una ricerca di mercato condotta da Pew Internet con la finalità di esaminare il comportamento degli adolescenti online. In dettaglio, il 76 per cento degli adolescenti usa i siti di social media, e di questi il 93% ha un account su Facebook.  Non a caso l'uso di Internet si intensifica con l'età. Nel resoconto si legge infatti che a 12 anni solo il 45 per cento dei ragazzini usa i social network, ma il numero raddoppia fino ad arrivare all'82 per cento quando compiono i 13 anni.

Fra gli altri dati interessanti è da sottolineare che i giovani sono più attenti alla privacy di quanto non lascino trasparire altre ricerche, dato che il sessanta per cento degli adolescenti usa le impostazioni di privacy su siti di social media. Inoltre, alla popolarità di Facebook fra i giovani si affianca quella, seppure inferiore, di Twitter, che raccoglie più consensi dalle ragazze (22%) che dai ragazzi (10%).
Se gli adolescenti sono specializzati nei social network, tuttavia, non lo sono nell'uso della posta elettronica, che a quanto pare è uno strumento che reputano inutile o per il quale non trovano una necessità d'impiego.


La comunicazione si svolge per lo più mediante messaggi di testo. Le mail vengono usate con frequenza di almeno una al giorno da meno del sei per cento degli adolescenti, mentre il 39 per cento la ignora del tutto. Al contrario, il 63 per cento dei ragazzi usa gli SMS con cadenza quotidiana, finanche ad arrivare a spedire e ricevere nel complesso cento messaggi al giorno. La posta elettronica sembra quindi profilarsi come uno strumento prettamente professionale, anacronistico per i giovani forse perché meno immediato dei brevi messaggi di testo. Il motivo probabilmente è che lo strumento da cui passano le comunicazioni è molto spesso il telefonino, e solo il 23 per cento degli adolescenti dispone di uno smartphone.

 Per accedere a Internet quindi la maggior parte dei minori usa computer desktop o notebook. Se quando arriverà il momento di inserirsi nel mondo del lavoro le mail saranno passate di moda non ci saranno problemi, ma se così non fosse le brutte figure sono in agguato. Forse i genitori hanno ancora qualcosa da insegnare ai propri pargoli.

ictbusiness.it

mercoledì 25 luglio 2012

Google Glass: qualcuno prova il fai-da-te con Raspeberry Pi

Il programmatore alle prese con la sua creazione


Un programmatore inglese ha usato il Raspberry Pi per creare un sistema di traduzione istantanea che visualizza i sottotitoli sulle lenti di occhiali per la realtà aumentata.

un paio di Raspberry Pi, due microfoni, occhiali 3D e due smartphone si può creare un sistema che visualizza sulle lenti ottiche isottotitoli con la traduzione in tempo reale di quello che sta dicendo il vostro interlocutore. A pensarci è stato Will Powell, un utente inglese che ha postato sul suo blog tutti i passaggi per replicare un esperimento davvero interessante.

iberamente ispirato al Project Glass di Google Powell, un programmatore di Adobe Flex e AS3, ha spiegato che la sua soluzione consente di tenere una conversazione con un amico straniero senza problemi. Gli occhiali che entrambi gli interlocutori devono indossare sono "completamente trasparenti e non modificano il campo visivo di chi li indossa". I due Raspberry installano l'ultima versione di Debian Linux e inviano i sottotitoli sullo schermo di una TV esterna e sulle lenti degli occhiali 3D.

La traduzione nelle 37 lingue supportate avviene grazie a una API di Microsoft. Lo stesso Powell ammette che il sistema è un po' lento e la fluidità della conversazione ne risente, ma considerato che si tratta di un sistema fatto in casa il risultato è più che buono. Gli occhiali scelti da Powell per l'esperimento sono dei "Vuzix Star 1200, collegati al connettore S-Video dei Raspberry Pi. Il microfono Bluetooth Jawbone si connette a un dispositivo esterno come uno smartphone o un tablet, che cancella i rumori ambientali di fondo". L'audio una volta ripulito viene raccolto dal Raspberry Pi ed elaborato dall'API di Microsoft per la traduzione.

"Una volta tradotto, il testo con i sottotitoli e le traduzioni vengono inviati alla TV e agli occhiali se volete usare anche questo supporto (che non è indispensabile). Nella prova l'interlocutrice indossava un microfono a cuffia, ma si possono usare soluzioni alternative senza che il risultato cambi, come dimostra l'auricolare Bluetooth di Powell. L'idea è interessante e a quanto pare gli utenti inglesi sono quelli che si stanno appassionando maggiormente al mini computer da 35 dollari e alle applicazioni che ci si possono costruire attorno. Sarebbe bello poter riportare anche qualche invenzione made in Italy, è ora di darsi da fare.

tomshw.it

Intel offre 25000 dollari a chi scrive app Android per x86


L'azienda di Santa Clara ha promosso un'iniziativa per spingere lo sviluppo di applicazioni basate sul sistema operativo di Google, soprattutto giochi, per smartphone e tablet. Ufficializzata, intanto, l'acquisizione di Whamcloud, uno dei principali sostenitori di Lustre, un file system ampiamente usato nella fabbricazione di molti fra i supercomputer più importanti del mondo.

Intel investirà 29mila dollari per spingere lo sviluppo di applicazioni Android per smartphone e tablet con piattaforma x86. Il concorso bandito dalla casa di Santa Clara si chiama Code Project ed è volto a spingere gli sviluppatori che realizzano giochi per la piattaforma Android a creare nuovi contenuti per l'intrattenimento, specifici per i prodotti mobili con chip Intel.

Sul sito dell'iniziativa ci sono i dettagli e il regolamento: il concorso terminerà il 6 novembre e ci saranno quattro premi mensili da mille dollari ciascuno, più uno da 25mila dollari per il vincitore definitivo. Chi intende mettersi al lavoro dovrà realizzare l'applicazione e testarla con l'emulatore Android 4.0.4 disponibile online, quindi fornire via mail una descrizione del gioco corredata dalle informazioni tecniche richieste.
 
L'investimento di Intel è minimo in questa fase, ma è un primo passo per cercare di motivare gli sviluppatori con premi in denaro immediati che vanno oltre i ricavi provenienti dalla vendita delle app in Google Play. La mossa di Intel era ampiamente prevedibile, considerando che l'azienda sta cercando faticosamente di inserirsi nel mercato dell'ultramobility attualmente dominato dai chip ARM. Android e Windows 8 sono le uniche piattaforme su cui può puntare, che offrono un potenziale altissimo.


Sul versante Microsoft non dovrebbero esserci problemi in quanto le applicazioni per Windows supportano già nativamente la piattaforma x86. Semmai in questo caso sarà ARM a dover spingere affinché siano realizzate app ad hoc per la versione RT del sistema operativo. Sul fronte Android invece le difficoltà sono enormi, perché finora i chip Intel sono stati sostanzialmente inesistenti, e di pari passo anche le applicazioni. I primi smartphone con chip x86 di Intel sono in produzione dall'inizio di quest'anno con i marchi Lenovo, Lava International e Orange, e l'azienda sta investendo nella produzione di chip per tablet, conosciuti con il nome in codice Clover Trail, che dovrebbero arrivare entro la fine dell'anno.

Il problema è che il mercato mobile ruota attorno all'ecosistema che si offre agli utenti, non al prodotto hardware. E la grafica non è il punto forte dei chip Intel rispetto a concorrenti come Nvidia. Il mobile gaming è un mercato in continua crescita, peccato che la maggior parte delle applicazioni scritte per il mercato di Android siano basate sui processori ARM. Titoli come Angry Birds sono compatibili con i chip Intel, ma non bastano per attirare i consumatori che sono sempre più esigenti. Ecco il motivo del concorso, e perché sembra scontato che ci saranno in futuro altre iniziative analoghe.

ictbusinnes.it

martedì 24 luglio 2012

Apple amplia il Data Center in North Carolina

La sede di Maiden in North Carolina
La società di Cupertino sta pensando di affiancare alla server farm di Maiden, in North Carolina, un secondo e più piccolo sito, con 11 stanze a disposizione per ospitare cluster di server. Il costo previsto della struttura è di 1,9 milioni di dollari ed ad alimentarla saranno anche un impianto fotovoltaico da 20 megawatt e uno di celle a combustibile.

Lavori in corso si sovrappongono a lavori in corso in quel di Maiden, in North Carolina: qui, il cantiere della Apple amplia gli obiettivi, dopo l’annuncio di un secondo data center che andrà ad affiancare quello già esistente, e che come il primo sarà alimentato dai due impianti “green” attualmente in costruzione, quello fotovoltaico da 20 megawatt e quello di celle a combustibile.
La notizia, riportata dal  Winston-Salem Journal, si deduce dai permessi richiesti dalla compagnia di Cupertino alle autorità alla contea di Catawba, in cui è collocata Maiden. L’investimento previsto da Apple è di poco meno di 1,9 milioni di dollari (1,885 milioni), che serviranno a realizzare unastruttura di circa 2mila metri quadri, con 11 stanze, raffreddata – oltre che dalle fonti rinnovabili – da 22 impianti di condizionamento e 14 di deumidificazione, oltre che da ventilatori.


Grafene con proprietà antibatteriche, una scoperta italiana

Struttura atomica del Grafene

Una ricerca tutta Italiana ha messo in luce una nuova proprietà di questo tecno-materiale.Da alcuni il Grafene è visto come il materiale del futuro






Nel loro studio, pubblicato su Nano Letters, i ricercatori hanno infettato esemplari di Caenorhabditis elegans con un batterio, Pseudomonas aeruginosa, pericoloso anche per l’essere umano. Quindi hanno studiato la localizzazione delle nanoparticelle di grafene all’interno dei vermi dopo l’ingestione. Le nanoparticelle sono risultate prive di tossicità acuta e cronica, dimostrando al contrario una buona capacità antibatterica e aumentando l’attesa di vita dei nematodi.
graphite nanoplatelets (GNPs) hanno un vasto potenziale di applicazioni che va dalla nano-medicina (drug delivery e photothermal anticancer activity) ai biosensori, a filler per nanocompositi multifunzionali con ottime proprietà meccaniche, termiche ed elettromagnetiche.
galileo.it

lunedì 23 luglio 2012

Apple iPhone5 smentite: nussuna produzione in corso

iPhone 4

Secondo una testata statunitense Apple sta ancora testando il nuovo iPhone, e non sarebbe vero che è già in produzione. Si afferma inoltre che ci sarà l'hardware NFC, 1 GB di RAM e compatibilità con le reti LTE.

Il prossimo iPhone non è già in produzione come si era speculato qualche giorno fa. Ne dà notizia Jonathan S. Geller su Boy Genius Report citando "fonti affidabili", e aggiunge il fatto che l'hardware NFC sarà presente sul prossimo smartphone Apple, smentendo così un'altra indiscrezione circolata nei giorni scorsi. Secondo Geller l'iPhone 5 – che in verità potrebbe chiamarsi semplicemente iPhone – è al momento in una fase di preproduzione detta "engineering verification stage" o EVT, alla quale seguirà la "design verification stage". Si tratta di passaggi preliminari che dovrebbero servire a garantire la bontà del prodotto prima di avviare la produzione vera e propria.

Geller dà anche per certa la presenza di hardware NFC, la tecnologia nota per la comunicazione tra dispositivi a breve distanza ad alta sicurezza, e su cui si sta investendo per trasformare lo smartphone in una carta di credito elettronica. E così si smentisce (per il momento) l'idea secondo cui Apple avrebbe rinunciato a questa tecnologia, perché poco vantaggiosa e troppo affamata di energia, in cambio di una funzione analoga ma legata all'account Apple. Si danno anche per certe la presenza di un 1 GB di RAM (il doppio rispetto all'iPhone 4S) e delmodulo LTE.

Due fattori più che credibili, ma resta da vedere se quanto alla compatibilità LTE Apple saprà gestire la comunicazione più saggiamente di quanto ha fatto con l'iPad. Con il tablet infatti l'azienda è stata accusata di pubblicità ingannevole in molti paesi, e non ha saputo rispondere che con scuse discutibili. Quanto alla compatibilità, è lecito supporre che le reti LTE compatibili saranno solo quelle USA - ma non possiamo darlo per certo. Ammesso e non concesso che i dati raccolti dal reporter statunitense siano corretti non può comunque mancare molto all'avvio delle linee produttive. Ci si aspetta infatti che Apple presenti il nuovo smartphone il prossimo ottobre, ed è prevedibile che nei giorni successivi pioveranno milioni di prenotazioni. Generalmente le prime consegne si effettuano a partire da due settimane dopo l'annuncio, e quindi per l'inizio di novembre al massimo Apple dovrà avere qualche milione nuovi iPhone. Un volume che non si può certo raggiungere in una manciata di giorni.

venerdì 20 luglio 2012

La Regione all'avanguardia sulla P.A. open source?: La Puglia




Ieri il Consiglio regionale della Puglia ha approvato il DDL che riguarda le norme su software libero, accessibilità dei dati e documenti ed hardware documentato. Il Presidente Vendola parla di partecipazione alla formazione dei processi comunicativi come elementi costitutivi fondamentali della democrazia.


La Puglia da ieri rappresenta una delle avanguardie italiane nel campo del software libero e dell'accessibilità ai dati della PA. Il Consiglio regionale ha infatti approvato all'unanimità il DDL su "Norme su software libero, accessibilità dei dati e documenti ed hardware documentato". Il commento del presidente della regione non si è fatto attendere. "Una Puglia all'avanguardia e che fa tendenza, proiettata sempre di più in un futuro di libertà e democrazia. Abbiamo approvato all'unanimità una legge che fa della nostra Regione, ancora una volta, una delle realtà più avanzate e innovative d'Italia".

L'open source avanza grazie alla sintesi di due disegni di legge presentati dall'assessore Nicola Fratoianni di SEL e dal PD. Si punta ad accessibilità delle tecnologie comunicative ed informatiche per i diritti dei cittadini, diffusione del software open source e dell'open data. Il tutto assicurando la condivisione tramite formati aperti che rispettano gli standard internazionali. Insomma, si parla di libertà di esecuzione di ogni programma senza il bisogno di licenze onerose, libertà di studio e sviluppo. Senza contare i risparmi per la cittadinanza e la titolarità della Regione (e quindi dei cittadini) nei confronti del codice sorgente.

"Assumiamo il valore della Comunicazione e della partecipazione alla formazione dei processi comunicativi come elementi costitutivi fondamentali della democrazia e del diritto di cittadinanza e consideriamo beni comuni la Comunicazione e il diritto di tutti e tutte di accedere liberamente alle risorse della conoscenza, dell'informazione e della Pubblica Amministrazione", ha aggiunto Vendola. "Il software libero è una straordinaria opportunità e una conquista fondamentale per i cittadini che hanno il diritto a comunicare e ad essere informati".

Da rilevare il sostegno trasversale all'iniziativa. Anche il capogruppo del PDL alla Regione Puglia Rocco Palese si è espresso positivamente al riguardo. "La Legge sul software libero approvata oggi in Consiglio Regionale è certamente uno strumento importante per aumentare e favorire la partecipazione democratica dei cittadini e la trasparenza degli atti amministrativi. Per per questo oltre ad appoggiare questa Legge abbiamo garantito anche il nostro apporto migliorativo presentando emendamenti che hanno trovato il favore di Governo e maggioranza".

tomshw.it

BBC trasmetterà le Olimpiadi in Ultra-High-Definition, lo spettacolo è assicurato



Tre siti appositamente allestiti mostreranno l'Olimpiade nello splendore dell'Ultra High-Definition 7680x4320, dando ad alcuni fortunati spettatori un assaggio di futuro.




La BBC ha confermato l'intenzione di procedere con una prova pubblica di trasmissione "Super Hi-Vision TV" in occasione dei Giochi Olimpici londinesi ormai alle porte. La tecnologia, sviluppata in collaborazione con il broadcaster giapponese NHK, avrà una qualità d'immagine "equivalente a quella dell'UHDTV (Ultra High-Definition TV)", con una risoluzione sedici volte maggiore delle attuali HDTV - 7680x4320.


L'iniziativa coprirà l'intera Olimpiade, dal 23 luglio alla cerimonia di chiusura del 12 Agosto, e interesserà tre siti che verranno appositamente allestiti e attrezzati con schermi capaci di supportare l'altissima risoluzione. Si tratterà, più precisamente, della broadcasting house di Londra, del National media Museum di Bradford e del BBC Pacific Quay di Glasgow. Verranno naturalmente coperti gli eventi principali, tra cui la finale dei 100m maschile, compresi gli eventi che si terranno presso l'Aquatic Centre, il Basketball Arena e il Velodrome.


Pare che le proiezioni UHDTV saranno accessibili al pubblico, dietro pagamento di un normale biglietto come avviene per le classiche sale cinematografiche. Anche in Giappone si sta preparando qualcosa di analogo a opera proprio di NHK, che intende allestire due maxischermi a Tokyo e Fukushima, mentre gli spettatori USA potranno avere un assaggio di futuro a patto di abitare nei dintorni di Washington, DC.
La storia si ripete, dunque, confermando le Olimpiadi come l'evento più gettonato per il debutto di nuove tecnologie. Proprio la BBC, in occasione della precedente Olimpiade londinese del 1948, fu la prima rete a offrire la copertura live dell'intero evento. Le Olimpiadi del 1968 furono le prime a essere trasmesse a colori, mentre quelle del 1984 furono le prime a essere riprese con videocamere HD. Ora, le Olimpiadi 2012 vedranno il debutto, anche se per pochi fortunati, della UHDTV, confermando che la tecnologia è più vicina di quanto molti di noi credessero.

tomshw.it
bbc.uk.co



giovedì 19 luglio 2012

Apple iPhone5 senza tecnologia NFC

Si affacciano i primi terminali "NFC ready"


Stando alle indiscrezioni pubblicate dal Wall Street Journal Apple non integrerà la tecnologia NFC negli iPhone di prossima generazione. Da una parte ci sarebbe un impatto troppo pesante sull'autonomia, dall'altra Apple preferirebbe una soluzione personalizzata che sfrutti i 400 milioni di utenti registrati su iTunes con relative carte di credito.




L'iPhone 5 forse non integrerà la tecnologia NFC (Near Filed Communications). Secondo indiscrezioni pubblicate dal quotidiano finanziario Wall Street Journal la tecnologia per i pagamenti wireless e lo scambio di file a corto raggio inciderebbe negativamente sull'autonomia, quindi Apple starebbe cercando una soluzione alternativa più efficiente. Non ci sono conferme ufficiali a suffragio di questa tesi, ma secondo le fonti del WSJ Apple sembra intenzionata a usare un approccio cauto nei confronti nell'NFC, che potrebbe portarla tanto per cambiare a una soluzione controtendenza. Dando per scontato che l'iPhone 5 arriverà come da programma a ottobre, il quotidiano ritiene probabile che l'azienda di Cupertino abbia deciso di snobbare lo standard per i pagamenti di prossimità a favore di una soluzione proprietaria con funzioni analoghe.

La scelta potrebbe cadere su PassBook, l'app per la gestione di carte d'imbarco, prenotazioni, punti di carte fedeltà o biglietti per un evento sportivo annunciata il mese scorso, che però nella versione attuale non permette collegamenti direttamenti alle carte di credito, quindi nemmeno di usare il telefono per i pagamenti elettronici. Stando a quanto scritto dal Wall Street Journal Apple avrebbe iniziato a esplorare l'opportunità di integrare pagamenti mobili nei suoi terminali lo scorso anno, nel periodo in cui Google debuttò con Google Wallet. Fra le opzioni al vaglio c'era la costruzione di una rete proprietaria di pagamento, che sfruttasse i 400 milioni di conti aperti con carte di credito su iTunes. 

Forse Apple ha scartato l'ipotesi per via della complessità logistica di una scelta simile. Sembra tuttavia che il vero motivo per il quale l'NFC è stato messo in standby sia di natura tecnica. Sempre secondo le fonti bene informate del quotidiano statunitense, infatti, gli ingegneri avrebbero provato a integrare chip e antenna NFC all’interno dell'iPhone, ricavandone unanotevole riduzione della durata della batteria. La domanda che ci poniamo è per quanto tempo Apple potrà permettersi di chiamarsi fuori dal nuovo standard globale, ora che di telefoni concorrenti con NFC integrato ce ne sono parecchi, lo sviluppo di Google Wallet e di ISIS prosegue senza sosta e Microsoft sta lavorando a sua volta su soluzioni analoghe.ù

tomshw.it

Windows 8 in vendita dal 26 Ottobre

Il nuovo prodotto di "Mamma" Microsoft


Microsoft ha ufficializzato la data del debutto di Windows 8: il 26 ottobre. Purtroppo per la casa di Redmond, parallelamente arriva la notizia che la Commissione Europea vuole esaminare il nuovo Windows per capire se consente l'installazione e l'uso di browser di terze parti.

Windows 8 sarà disponibile a partire dal 26 ottobre. Finalmente abbiamo una data precisa, dopo che Microsoft aveva genericamente indicato il periodo del debutto durante la Worldwide Partner Conference di Toronto (Windows 8 entro fine ottobre anche su schermi da 80 pollici). Gli utenti potranno dotarsene sia procedendo all'aggiornamento degli attuali PC che attraverso l'acquisto di nuovi prodotti (tablet, ultrabook, PC desktop, notebook, etc). Per ora non ci sono informazioni circa l'indiscrezione di un cambio di offerta sul fronte delle licenze, in quanto Microsoft non ha ancora proferito parola.


Al momento la casa di Redmond ha solamente comunicato che serviranno 40 dollari per effettuare l'aggiornamento da una qualsiasi versione di Windows XP, Vista e 7 a Windows 8 Pro (acquistando da Windows.com). Si tratta di una promozione attiva in 131 paesi, che durerà dal debutto (quindi dal 26 ottobre) fino al 31 gennaio 2013. Inoltre, chi ha comprato un PC Windows 7 a partire dallo scorso 2 giugno (e fino al prossimo 31 gennaio), potrà aggiornare il sistema operativo a Windows 8 Pro a soli 14,99 dollari.


mercoledì 18 luglio 2012

Harddisk prototipo che durano 10 milioni di anni


Schema di un deposito per scorie nucleari

L'agenzia francese ANDRA ha realizzato un hard disk che dovrebbe durare 10 milioni di anni. Il suo scopo? Avvisare l'umanità dei depositi di scorie nucleare sotterranei.

Realizzare un hard disk capace di salvare dati per 10 milioni di anni è possibile. Secondo Patrick Charton della ANDRA, l'agenzia francese che si occupa di gestire le scorie nucleari, basterebbe un disco di zaffiro con incisioni a base di platino.
Il prototipo, mostrato all'Euroscience Open Forum, è costato 25 mila euro e ha uno scopo ben preciso: avvertire gli uomini del futuro che sotto determinate zone del suolo c'è un deposito di scorie nucleari. Sono numerosi i paesi che pensano che il modo sicuro per stoccare i pericolosi scarti radioattivi sia costruire enormi bunker sotterranei. E con più se ne costruiranno, maggiore attenzione dovrà essere fatta da chi in futuro dovrà compiere trivellazioni di qualche tipo.

Come far giungere questa importante informazione all'uomo del futuro? Semplice, con il nuovo "hard disk" dell'ANDRA, composto da due differenti dischi di zaffiro industriale con un diametro di 20 centimetri. Su un lato sono incise immagini o testi grazie al platino - un singolo disco può archiviare 40mila pagine miniziaturizzate - dopodiché i due dischi vengono fusi insieme molecolarmente.
Ai futuri "archeologi" basterà un microscopio per leggere le informazioni. Anche se l'unico dubbio, oggi, è in quale linguaggio scriverci sopra: le lingue mutano nel corso tempo e ciò che per noi oggi potrebbe essere comune e comprensibile, tra migliaia di anni potrebbe rivelarsi oscuro.
Per quanto concerne la durata delle informazioni, è bene sapere che il dato dei 10 milioni è stato ricavato attraverso un test: i dischi sono stati immersi in un acido per testare la loro resistenza e simulare l'invecchiamento. Da qui il dato astronomico. La soluzione dell'ANDRA è una delle tante in corsa: nel 2014 o 2015 le idee in campo saranno scremate per arrivare a un lotto di soluzioni fattibili tra cui decidere la strada da seguire.

tomshw.it

lunedì 16 luglio 2012

Facebook, introduce il monitoraggio mail/chat anticrimi



Un nuovo software al servizio del social network per monitorare chat ed e-mail. Un filtro selezionerà i contenuti 'pericolosi' che segnaleranno gli utenti con comportamenti sospetti. Dal mondo del web il richiamo all'attenzione della privacy.




 Un software per "spiare" i post e le chat dei propri utenti. Quella che potrebbe sembrare l'ennesima minaccia alla privacy è in realtà un'iniziativa intrapresa dal popolare social network per intercettare le conversazioni 'sospette', che potrebbero contenere intenti criminali, come casi di pedofilia ed adescamento di minorenne, un fenomeno purtroppo in espansione nel mondo della rete.


Il programma funzionerebbe in maniera principalmente automatica, scannerizzando e filtrando i contenuti pericolosi in base ad alcuni parametri ben precisi, come esempio, se gli utenti coinvolti sono o non sono amici, se lo sono da poco tempo, se non hanno amicizie in comune, se sono distanti geograficamente, e se presentano una sensibilie differenza di età tra di loro.
Una volta riconosciuta un'attività potenzialmente 'criminosa', il contenuto viene salvato e controllato dal social network che decide se attivarsi o meno con le forze dell'ordine.
A confermarlo è il capo della sicurezza di Facebook, Joe Sullivan, che in un'intervista rassicura sull'automatismo del nuovo meccanismo di sicurezza: "Non abbiamo mai voluto creare un ambiente in cui fosse necessario controllare le comunicazioni private, quindi è molto importante che noi usiamo una tecnologia con un bassissimo tasso di falsi positivi"


Il nuovo metodo avrebbe infatti già dato i suoi frutti: in Florida un uomo di 30 anni aveva contattato una ragazzina di 13 e progettava di incontrarla fuori scuola il giorno successivo. La conversazione è stata identificata come pericolosa e una volta segnalata è stata avvisata la polizia, che dopo aver effettuato i controlli di rito ha arrestato il sospetto pedofilo.


Ma il fine 'virtuoso' della nuova tecnologia a disposizione del social di Zuckerber potrebbe non essere sufficiente a smorzare le polemiche riguardo al discorso della privacy. Non è chiaro infatti se le chat analizzate vengano salvate e conservate in memoria, e ci si chiede quale autorità abbia Facebook per leggere mail e messaggi personali. C'è il rischio che il voler garantire la sicurezza del network venga considerato l'ennesimo pretesto per giustificare l'invadenza sui dati personali degli utenti, senza tralasciare idubbi sull'infallibilità del sistema, che rischia di mettere sul patibolo persone che non hanno niente a che fare con le presunte attività criminali.
Queste proteste si uniscono a quelle di Wikipedia che nei giorni scorsi ha deciso di scioperare in Russia, dopo che la Duma ha approvato l'instaurazione di una 'black list' di siti web censurabili al controllo di un'agenzia federale gestita dal governo. In pratica con il pretesto di voler fronteggiare i casi di pedofilia il governo russo ha acquisito la libertà di poter censurare qualsiasi sito web in maniera del tutto unilaterale.


adkronos.it

Apple iPhone5 vetro e alluminio in produzione

Indiscrezioni non ufficiali confermerebbero che il prossimo teleonino di Apple si chiamerà davvero iPhone5 e sarà fabbricato in vetro e alluminio. Intanto in Cina sembrano andare male le vendite del nuovo iPad: ha poche innovazioni rispetto al modello precedente, rispetto al quale pesa di più.   Apple sta già producendo l'iPhone 5: lo sostiene il blogger giapponese Macotakara. Forse è l'unica indiscrezione attendibile fra le molte in circolazione sul prossimo smartphone di Apple, che dovrebbe essere in vendita agli inizi di ottobre.

 Il blogger ha pubblicato anche una foto con un dettaglio del retro del nuovo iPhone 5, che sembrerebbe-- realizzato in vetro e alluminio, ma non ci sono elementi per capire se l'informazione sia attendibile. Se così fosse le indiscrezioni precedenti che ipotizzavano una scocca posteriore identica a quella dell'iPad (in solo alluminio) sarebbero da scartare, ma ricordiamo che i rumor su Apple sono sempre abbondanti, ma molto spesso sono poco attendibili.

Anche perché ormai sul prossimo telefono di Apple si è detto di tutto. Tutti danno per scontata la presenza di un display Retina da almeno 4 pollici, con un aspect ratio di 16:9 invece dell'attuale 3:2. Sarebbe confermato anche il nome iPhone 5, e circolano voci su un processore a due o quattro core.
 

Mentre il prossimo melafonino continua ad attirare l'attenzione rischia di passare in secondo piano lo scarso successo che starebbe riscuotendo in Cina l'iPad di terza generazione. Il prodotto arriverà in vendita il 20 luglio con ampio ritardo a causa della disputa legale con Proview, ma molti lo stanno già acquistando da Hong Kong e stando a quanto pubblicato dal quotidiano locale China Daily le vendite sarebbero più fiacche di quelle dei predecessori. A smorzare l'entusiasmo sembrerebbero concorrere il peso più abbondante di quello dell'iPad 2 e la mancanza di migliorie rilevanti in confronto al modello precedente. Insomma, il display Retina non sarebbe abbastanza per giustificare una spesa così consistente. ù

Del resto anche in occidente le valutazioni non erano state differenti: l'iPad ha senso (molto) come aggiornamento per chi aveva il primo modello e può essere una buona scelta per chi deve acquistare un tablet ma non è indispensabile per chi ha già l'iPad 2. È possibile che la situazione venga sovvertita nel giro di qualche settimana, del resto la passione cinese per i prodotti della mela morsicata è nota: la regione (che conta anche Taiwan e Hong Kong) nello scorso trimestre ha portato nelle casse di Cupertino 7,9 miliardi di dollari di fatturato, il 20 percento del totale rastrellato da Apple.

tomshw.it

domenica 15 luglio 2012

Intel investe nei chip di nuova generazione

Tecnico con un "wafer" di silicio
Il colosso di Santa Clara ha ufficializzato l’investimento per entrare come socio di minoranza in ASML, società olandese che produce macchine per l’incisione dei circuiti elettronici sui wafer di silicio. Obiettivo dell’operazione, che prevede un fondo di un miliardo di dollari per la ricerca e sviluppo: ridurre i costi di produzione dei processori del 30-40% entro i prossimi due anni.





Intel vuole alzare ulteriormente l’asticella prestazionale della legge di Moore. E dare ulteriore valore a un asset fondamentale come le sue ben note “fab”, le fabbriche che sforano ogni anno milioni di processori per computer, device digitali e apparati utilizzati in diversi settori verticali (automotive compreso).

Il colosso di Santa Clara ha infatti ufficializzato che investirà 3,1 miliardi di dollari per rilevare una quota di minoranza (pari al 15%) di ASML e metterà a disposizione un altro miliardo di dollari per finanziare le attività di ricerca e sviluppo della società olandese, prima al mondo nel settore delle macchine per l’incisione dei circuiti sui wafer di silicio.

L’operazione ha un fine ben preciso: accelerare entro i prossimi due anni l’adozione di tecnologie di processo di nuova generazione riducendo i costi per singolo “die” nell’ordine del 30-40%. Questo almeno l’obiettivo cui punta Intel e reso noto pubblicamente in una nota dal Chief Operating Officer della compagnia, Brian Krzanich. 

L’ulteriore salto in avanti delle tecniche di lavorazione del wafer prevede in modo particolare l’utilizzo di formati da 450 millimetri in alternativa agli attuali da 300 millimetri e di sistemi EUV, Extreme ultraviolet lithography. I benefici aspettati, al di là del numero di transistor integrati in un chip (che secondo la legge di Moore raddoppiano ogni 18 mesi), sono sostanzialmente legati all’efficienza produttiva e secondo gli analisti di RBC Capital si parla di un saving sui costi nell’ordine dei due miliardi di dollari l’anno.

L’accordo non darà ad Intel il diritto di esclusiva sui futuri prodotti di ASML ma gli addetti ai lavori sono convinti del fatto che la società di Santa Clara trarrà dall’investimento sensibili effetti positivi in un momento di mercato difficile (causato dallo spostamento di domanda dai pc consumer ai device mobili), che registra non a caso il warning sui ricavi del secondo trimestre (previsti in discesa dell’11% rispetto ai primi tre mesi dell’esercizio) lanciato ieri dalla storica rivale Amd.

venerdì 13 luglio 2012

Domini.it accentati si parte

Istituto di Informatica e Telematica

A far data da oggi pomeriggio (11 luglio) il Registro .it, che rappresenta una sorta di anagrafe di tutti i nomi di dominio recanti il suffisso .it, e che é gestito dall'Iit-Cnr, l'Istituto di informatica e telematica del Consiglio nazionale delle ricerche, permette di registrare nomi con gli accenti come papà.it o caffè.it.
Si potranno quindi differenziare parole in base alla loro accentazione, come lèggere.it e leggère.it; inoltre viene permesso anche l'utilizzo di caratteri di uso comune in lingue straniere come ad esempio francese e tedesco quali la cediglia di garçon.it o la Eszett di straße.it.

 Questa opportunità si chiama Internationalized Domain Name (Idn) e apre alla possibilità di registrare domini uguali: per esempio nomi e marchi che sino a ora, pur nella loro internazionalità, erano esclusi dal divide linguistico. Questo non capitava solo all'estero, ma anche nelle regioni italiane bilingue, come Valle d'Aosta e Trentino Alto Adige.
Le registrazioni saranno aperte a tutti i Paesi dello Spazio economico europeo (See), quali Islanda, Norvegia e Liechtenstein, nonché allo Stato della Città del Vaticano, alla Repubblica di San Marino e alla Svizzera.

 Il passo successivo, così come dichiarato da Domenico Laforenza, direttore dell'Iit-Cnr e del Registro .it, sarà l'estensione degli Idn a tutte le ligue ufficiali dell'Unione Europea, così da abbattere ogni frontiera linguistica nella registrazione dei domini .it.
I nomi a dominio saranno accettati e registrati secondo l'ordine di arrivo delle richieste.
L'iniziativa è stata accolta molto negativamente da numerosi utenti, che prevedono un notevole incremento del typosquatting e del phishing.

zeusnews.it

giovedì 12 luglio 2012

LinkedIn, restyling in vista


Professional Social Network


LinkedIn these days may be the social network that is used most by those looking for a new job (and not the place to read tweets), but the company has long wanted to be seen as the place for a whole lot more, and we’re now getting a glimpse of how it plans to put that into action. LinkedIn has been quietly rolling out a new version of its homepage to some of its 160 million+ users — the first major update in years — with a layout that will put a lot more emphasis on building out relationships, make better use of socially curated news content — and, if things go according to plan, should make the site a lot more sticky.

We’ve had three different people contact us about the new-look LinkedIn, and a spokesperson for the company has also confirmed as much:
“We are always looking for ways to make it easier for LinkedIn members to get more value out of our services by creating simpler, more relevant experiences, so we are currently testing a new design for the LinkedIn homepage with a handful of members,” he told TechCrunch.

Judging by the number of tips we’ve already received on the new look (and those that we’ve spotted discussing it online), it could move from test phase to wider rollout in a matter of weeks.
So what’s on the new site? Many of the same elements are there as before, but in more dynamic ways.


Data Center a impatto zero: la francese Ovh è al top!



Una delle sedi dell'opeartore Francese

L’azienda francese di Web hosting ha terminato la costruzione del suo quarto data center di Roubaix, fiore all’occhiello di una rete di infrastrutture che si vanta di essere vicina all’ecosostenibilità totale. Grazie a un sistema di raffreddamento ad aria, i consumi toccano livelli bassissimi. E alle porte ci sono nuovi servizi anche per le aziende italiane.

Accanto ad Apple e ai suoi progetti di data center green, in via di sviluppo in North Carolina e Oregon e basati soprattutto sull’energia solare, c’è anche un nome meno celebre – almeno da questa parte dell’oceano e delle Alpi –, quello francese di Ovh, che a costruire un business IT all’insegna del rispetto dell’ecosistema ci aveva già pensato da tempo.

L’operatore di web hosting con sedi nazionali a Parigi e Roubaix ha quasi ultimato la costruzione del suo quarto data center ubicato nella cittadina della Francia settentrionale, oltre a essere impegnata a edificare un container DC a Strasburgo, nonché il suo primo campus di gestione dati in Nordamerica, Montreal.

Il grande edificio numero quattro di Roubaix non è un data center qualsiasi: grazie a un sistema di raffreddamento ad aria, i server sono mantenuti alla giusta temperatura con un dispendio minimo di energia, facendo ricorso a dei ventilatori ed evitando l’aria condizionata. In termini un po’ più tecnici, il sito presenta un rapporto PUE (Power usage effectiveness) particolarmente basso, con un indice collocato tra 1,1 e 1,2.

Un numero che rappresenta un buon traguardo, gradualmente migliorato (era 1,6 nel 2003) e nettamente più “ecologico” rispetto al valore tipico di 2,2 dei data center tradizionali. Per dare un’idea del consumo medio di questo tipo di soluzioni all’avanguardia, attualmente Ovh utilizza meno di 10 W per raffreddare un server da 100 W.

Altri centri dati dell’azienda sfruttano metodi di raffreddamento a liquido: abbattendo di circa il 70% il calore prodotto dal processore dei server, questa tecnica permette di dimezzare i costi energetici. Un piccolo quantitativo di aria condizionata, o in certi casi la semplice ventilazione sono in grado di eliminare il restante 30% di calore. 

ictbusinnes.it

mercoledì 11 luglio 2012

Riciclare e-waste conviene: un mercato sconosciuto da 21 mld USD


una catasta di e-waste


Gli esperti di e-Waste Academy hanno stimato che la spazzatura elettronica valga più di 21 miliardi di dollari, considerando la presenza di oro e argento. Oggi si ricicla solo al 15%, dimenticando totalmente il problema della gestione risorse.

"Modelli di consumo più sostenibili e il riciclaggio dei materiali sono essenziali se i consumatori continuano a godere di dispositivi high-tech per qualunque cosa, dalla comunicazione moderna ai trasporti e gli edifici intelligenti", sostiene Luis Neves, presidente di GeSI. "Un giorno, tra non molto, la gente penserà a queste costose inefficienze e si chiederà come abbia potuto essere così miope e sconsiderata nella gestione delle risorse naturali", ha aggiunto Ruediger Kuehr, segretario generale di StEP. Questi i primi commenti degli addetti ai lavori che hanno partecipato al primo incontro mondiale sullo smaltimento dei rifiuti elettronici, organizzato dal Solving the E-waste Problem (StEP) delle Nazioni Unite e dal Global e-Sustainability Initiative (GeSI).


martedì 10 luglio 2012

Le telco Italiane verso la tecnologia NFC: Telecom e Wind all'avanguardia



Se sembrava che in Italia fosse una situazione molto statica per quanto riguarda il mondo NFC, Il sole 24 ore raggruppa per noi una serie di nuovi servizi lanciati in Italia da aziende più disparate.
La prima è Telecom Italia, che insieme ad AliasLab e Cir Food, permette ai propri dipendenti di pagare la mensa tramite NFC inserito direttamente nella SIM card, in modo da poter funzionare anche a cellulare completamente scarico. Anche Wind in modo molto simile, ma con il chip integrato dentro uno smartphone Samsung, ha permesso ai suoi dipendenti con badge di pagare la mensa tramite credito telefonico. La stessa azienda ha promesso l’adozione di NFC per i pagamenti anche nei propri store entro fine del 2012.
Ultima, ma non per importanza, Qui Group che ha permesso ai dipendenti di 50 esercenti di Genova di pagare la mensa con i buoni pasto scalabili tramite applicazione per smartphone e NFC. In alternativa, per chi non fosse dotato di questa tecnologia è possibile sfruttare bluetooth o una connessione GPRS.

nfcitaliaworld.it

lunedì 9 luglio 2012

PANASONIC TOUGHBOOK CF-31 il portatile che sfida la natura


Test alla presentazione, il nuovo Rugged pc sfida l'acqua
Noti nei comparti tecnici come "Rugged Pc", sono quei laptop con caratteristiche tecniche fuori dall'uso normale. Sono laptop da elevate caratteristiche di resistenza agli urti e proprietà meccaniche, in questa fascia Panasonic la fa da padrone da alcuni anni con il suo Toughbook.


Panasonic Toughbook CF-31 rappresenta l'ultima generazione di notebook rugged top al top di gamma. Il Toughbook CF-31mk3 offre una potenza di calcolo incrementata, maggiore autonomia della batteria e connettività, insieme a una varietà di funzionalità di gestione ottimizzate.

Dotato di Intel Core i5-3360M vPro di terza generazione (2.8GHz, fino a 3.5GHz con Intel Turbo Boost Technology) e della tecnologia switchable graphics AMD Radeon HD 7750M, la versione Performance può passare dalla grafica potenziata a quella integrata con Intel HD 4000 per risparmiare energia mentre ci si sposta.

La versione Standard, invece, usa l’Intel Core i5-3320M vPro (2.6GHz, fino a 3.3GHz con Intel Turbo Boost Technology) con supporto grafico Intel HD 4000. Oltre alla nuova CPU, il CF-31 è anche dotato di un modulo DDR3L RAM a basso voltaggio, che utilizza meno energia per assicurare maggiore efficienza e durata della batteria. La capacità dell’hard disk drive è stata aumentata da 320GB a 500GB con un SSD opzionale da 128GB o 256GB.

 L’autonomia della batteria è stata aumentata di un’ora, garantendo ai mobile workers di lavorare fino a 14,5 ore (MobileMarkTM 2007, 60cd/m²) su sistema Windows 7 senza bisogno di collegarsi alla rete elettrica. In aggiunta, il CF-31 è dotato di una batteria secondaria opzionale che può essere inserita nel multimedia bay del modello Standard sostituendo la batteria principale a caldo, in modo da mantenere il computer operativo per 24 ore consecutive, o semplicemente, estendere la vita della batteria di 6,5 ore fino ad un totale di 21 ore.

La luminosità di display pari a 1.200 cd/m² ed un indice di riverbero molto basso sul display touchscreen 13.1 pollici XGA agevolano il lavoro in condizioni estreme. Il portatile è anche dotato di una particolare ingegnerizzazione del LCD per proteggere lo schermo dagli urti. "Dotato di un rivestimento interno ed esterno in lega di magnesio e di uno strato anti-graffi, il CF-31 si conferma il Toughbook ad oggi più resistente. È testato per le cadute conformemente agli standard militari ed è a prova d’infiltrazioni d’acqua e polvere e vibrazioni e temperature estreme, il che conferisce a questo computer l’impressionante grado di protezione IP65 e la certificazione militare MIL STD 810G", sottolinea il comunicato ufficiale. 

tomshw.it

Nasce il canale YouTube dell' Istituto Luce,memoria storico-visiva del secolo scorso

Intervista a Gasman-Sordi


L'Istituto Luce (L'Unione Cinematografica Educativa) sbarca su YouTube con le videoclip che raccontano 40 anni del nostro paese. Ci sono i rotocalchi che venivano proiettati nelle cinematografiche prima dello spettacolo, ma anche gli storici Cinegiornali Luce (1927-1945), la settimana Incom (1946-1964), interviste, reportage e anche la propaganda del regime fascista. Si parla per il momento di ben 30mila video


Google e l'Istituto Luce Cinecittà hanno collaborato a lungo al progetto e realizzato anche playlist tematiche per consentire un agevole e ragionato accesso al materiale. "È importante far capire che la storia può essere raccontata come un telefilm anche perché ci sono sempre più giovani che richiedono informazioni e che hanno una maggiore propensione al video", ha spiegato durante la presentazione al ministero dei Beni Culturali, Gianni Minoli, conduttore de La Storia siamo noi.

"Con la crisi c'è voglia di riscoprire le nostre radici. Un progetto come questo consente di farlo, così come di aprire al mondo la nostra storia. Unisce locale e globale". Per il Presidente di Istituto Luce-Cinecitta si tratta di una vera svolta storica, tecnologica e culturale. "Credo sia un bell'esempio di come si possa rendere la cultura davvero accessibile a tutti, soprattutto ai giovani'', ha spiegato Rodrigo Cipriani Foresio. "Se fino ad ora 400-500 persone al giorno si collegavano al nostro sito, da quando abbiamo iniziato a caricare il materiale sono salite a 500mila in tutto il mondo".

 Google ha davvero colto nel segno considerando che grazie a questo accordo contribuirà "a preservare e tramandare la storia e la cultura cinematografica italiana alle generazioni future", come ha sottolineato Carlo d'Asaro Biondo, Presidente EMEA di Google. Da rilevare poi che i costi tecnici dell'operazione sono completamente a carico di Google, mentre la maggior parte dei ricavi derivanti dalla pubblicità andranno all'Istituto Luce Cinecittà. "Il consumismo ha fatto dimenticare la memoria, con la crisi c’è voglia di riscoprire le nostre radici. Un progetto come questo consente di farlo, così come di far conoscere al mondo la nostra storia. La rete unisce locale e globale, avvicina i giovani", ha concluso Minoli.

tomshw.it